COLORI DEL MAROCCO

2017, Aprile.
A distanza di due anni dall’ultimo viaggio, decido, in splendida compagnia, di partire di nuovo, una nuova avventura, un nuovo paese da visitare e scoprire, il Marocco.
Zaino fotografico in spalla e via, con l’entusiasmo di sempre, a cercar di raccontare con immagini le mie sensazioni, le mie esperienze.
Casablanca, la città dove atterriamo, ci attende, ma la vedremo alla fine, per ora solo un aeroporto, una concidenza da prendere per Tangeri, da dove inizierà tutto…
Tangeri, Tetouan, Chefchaouen, Fes, Erfoud, il Sahara, Rissani, Ouarzazate, Marrakech, Essaouira, El Jadida, Casablanca, Rabat.
Città, paesi, deserto, kilometri (tanti), colori e soprattutto calore di un fantastico popolo che porterò per sempre nel cuore.

L’ospitalità dei Berberi, un popolo fiero che ci ha accolto nelle proprie case con sorrisi e un’umanità ormai sconosciuta all’occidente. Aziz dell’Oasi di Fint, nei pressi di Ouarzazate, ci ha fatto assistere ad una cerimonia del tè in un atmosfera quasi da sogno.

Chefchaouen, la città blu. Perdersi nei vicoli della medina è esperienza unica e irripetibile. Il blu, l’azzurro, il celeste, in tutte le sfumature, colorano case e strade e ogni angolo, ogni scorcio è uno spunto fotografico.

Il deserto… Il Sahara, un sogno realizzato. Vederlo dal vivo è desiderio che portavo dentro da bambino, ora è lì, davanti ai miei occhi. Nella mente scorrono i ricordi d’infanzia, le oasi, i dromedari, i miraggi, i tuareg… Ora è li… e a nulla di quel che visto in vita mia è paragonabile.

I Souq. Labirinti elettrizzanti e caotici… Questi mercati unici al mondo rivelano l’anima del Marocco, la sua stessa essenza. Il cuore pulsante di ogni città dove si ritrovano tutte le classi e condizioni sociali di ogni età. Cibi, spezie, prodotti artigianali di ogni tipo in un arcobaleno di cromie, esplosione di sensi olfattivi e grida di richiamo.

E a proposito di colori, da non perdere assolutamente le concerie di Fes, dove vengono tutt’oggi impiegati metodi di lavoro risalenti al XVI secolo. Vasche in pietra piene di pigmento e pelli stese ad asciugare fanno da cornice ad un’attività lavorativa intensa. Restaurate nel 2016 per migliorare le condizioni degli operai non si presentano più nella loro veste originale.

Come già detto, la parte più vera ed emozionante del Marocco… Il suo popolo!

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